Proteine e Reni

La necessità di proteine dei cani è un aspetto della nutrizione spesso sconosciuto ma molto importante. “Tu sei quello che mangi” si dice e sicuramente in questo c’è una qualche verità. Ormai tutti ci chiediamo quale sia il cibo migliore per il nostro cane, ma quale lo sia davvero è un concetto ancora controverso. Soprattutto c’è molta confusione sulle proteine. A differenza dei felini, i cani non sono classificati come carnivori stretti e possono sopravvivere con una dieta che contenga prodotti sia di origine vegetale che animale, l’importante è che la dieta sia diversificata. Ma per vivere in salute devono sempre avere una fonte di proteine animali, cioè CARNE, nelle loro diete. C’è una enorme differenza tra sopravvivere e vivere in salute: la natura ci ha permesso di vivere in un determinato ambiente e con determinate risorse, e il metabolismo di tutti gli esseri viventi è stato plasmato da questo ambiente e da queste risorse. Non possiamo stravolgere questo concetto che dura da milioni e milioni di anni e dare, ad esempio una dieta vegetariana al gatto o al cane. Se davvero potessero fare bene, si sarebbero evoluti quantomeno dei canidi e dei felini vegetariani, in qualche parte del mondo. Altro concetto sono appunto le proteine…se in Natura ci sono animali che mangiano molte proteine della carne e prosperano e si sono evoluti in migliaia di anni per potersi nutririre così, è impensabile che poi siano queste proteine che li uccidano. Ma allora qual’è il problema? Il problema è la differenza tra cibo lavorato (creato in laboratorio dall’uomo) e cibo fresco (creato dalla Natura in milioni di anni)…poniamoci qualche domanda. La prima cosa che ci viene detta è : le proteine danneggiano il rene (e poveri leoni…o lupi, o volpi, etc)! La ricerca , fatta dopo la creazione delle crocchette, ha puntato il dito sulle proteine preferendo i cereali come alimento cereale. Dimenticandosi però (ma è una vera mancanza? ), che le fibre muscolari dei cani, ad esempio lavorano con acidi grassi e non con glucosio…inoltre il cane conserva come grasso i carboidrati non utilizzati, mentre se date nel giusto modo e se sono altamente disponibili, le proteine sono tutte utilizzate o escrete con i reni. Ah ecco, seconda accusa: le proteine possono causare proteinuria!! Ebbene cosa è la proteinuria? La proteinuria è un qualcosa che ci dice che i reni non funzionano al massimo, e infatti fanno passare le proteine in eccesso nelle urine. Vediamo un pò di fare chiarezza… se il mio cane mangia 100 gr di proteine e ne ritrovo 10 gr nelle urine, se io gli do 10 gr di proteine, nelle urine ne troverò 1 gr. Ma questo vuol dire che il rene sta meglio o che non peggiorerà? Non è proprio così. La proteinuria è un malfunzionamento renale che si presenta quando la permeabilità del glomerulo renale è compromessa e il risultato è appunto una concentrazione più elevata di proteine nelle urine. Non tutti i casi di proteinuria sono uguali, ma ve ne sono tre categorie: pre-renale, renale e post renale e le cause possono essere urinarie e non urinarie. La proteinuria pre-renale è una proteinuria a basso livello causata da un carico sovrabbondante del filtrato, come ad esempio la presenza di emoglobina, mioglobina e immunoglobuline, proteine di Bence -jones (cellule plasmatiche neoplastiche). La proteinuria renale comprende proteinurie funzionali e patologiche. Ci sono quindi delle alterazioni della fisiologia renale e il danno è a livello della barriera filtrante glomerulare, del riassorbimento tubolare o vi è un danno intestiziale. La patologia renale è la causa più frequente di alti lvelli di proteinuria nelle urine. Le cause patologiche sono molteplici: malattia glomerulara (glomerulo-nefrite e amiloidosi), sindrome di Fanconi, pielonefrite, leptospirosi, neoplasia, nefroliti, etc. Vi è anche una patologia renale funzionale o fisiologica con proteinuria lieve e transitoria che può essere causata da calore, stress, congestione venosa, febbre e esercizio elevato. Questo tipo di proteinuria rientra appena si capisce e si elimina la causa. La proteinuria post renale è causata dal deposito di proteine dal tratto urinario, ma distante dal rene. Può essere causata da infezioni del tratto urinario, infiammazioni, emorragie, etc. Le infezioni dei genitali o le infiammazioni (vaginite, prostatite), possono causare proteinuria post -renale. Infine se vi sono grosse quantità di globuli rossi e bianchi nelle urine, questi possono evidenziare una proteinuria significativa. Anche per la proteinuria post renale, se si rimuove la causa, i valori rientrano nella norma. Ma la proteinuria contribuisce al danno renale o ne è solo conseguenza? In realtà non esiste una relazione causa-effetto tra proteinuria e progressione o sviluppo dell’insufficienza renale negli animali. E’ vero che in alcuni casi la proteinuria è associata ad una prognosi peggiore, ma non si sa ancora se in effetti la proteinuria è la causa o solo un marker. Si pensa anzi che la ipertensione glomerulare, che aumenta la proteine nelle urine, è il vero fattore della malattia renale cronica. In ogni caso, se vi è una malattia renale cronica con proteinuria, si consiglia di fare una dieta MODERATAMENTE limitata nel contenuto proteico e con proteine altamente biodisponibili (che quindi fanno poco scarto) per ridurre un poco il traffico renale proteico. Una restrizione proteica elevata o drastica è sconsigliata sempre in quanto porta alla perdita di peso corporeo e ad ulteriore perdita di proteine plasmatiche con gravi conseguenze. Quindi seppure ancora ci sia indecisione e comunque i lavori sono fatti esclusivamente con cibo lavorato, si sconsiglia sempre una dieta con restrizione proteica elevata! Ecco uno dei due punti controversi sui lavori che correlano danno renale e assunzione di proteine da parte dei cani . I lavori sono tutti fatti con cibo commerciale, i cani utilizzati sono tenuti sotto osservazione (stress? Proteinuria non renale?), e i lavori da cui parte il concetto sono stati eseguiti non su carnivori o almeno carnivori parziali, ma su ratti e topi, onnivori al massimo. Da queste premesse direi quantomeno falsate, è partita la campagna contro le proteine e a favore dei carboidrati. Ci tengo a sottolineare che recentemente anche in campo umano si è molto riequilibrato il concetto proteina animale fa male e cereale fa bene…anche in campo oncologico. Dal sito AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) si legge: “Un consumo eccessivo di carni rosse, soprattutto di carni rosse lavorate (salumi, insaccati e carne in scatola), aumenta il rischio di sviluppare alcuni tumori. L’aumento del rischio è però proporzionale alla quantità e frequenza dei consumi, per cui gli esperti ritengono che un consumo modesto di carne rossa (una o due volte a settimana al massimo) sia accettabile anche per l’apporto di nutrienti preziosi (soprattutto vitamina B12 e ferro), mentre le carni rosse lavorate andrebbero consumate solo saltuariamente”. Però a quanto pare, le carni lavorate per il cane invece farebbero benissimo: poniamoci qualche domanda. Quindi , e per fortuna aggiungo, finalmente si inizia a guardare con maggiore obiettività ai nutrienti e all’alimentazione, anche in campo animale. Un riferimento a questo è ad esempio il fatto che mancano dati che indicano che la riduzione del livello proteico nella dieta aiuta a proteggere i reni: “… la limitazione dell’assunzione di proteine non altera lo sviluppo delle lesioni renali, né conserva la funzionalità renale. Considerando questi risultati, gli autori non raccomandano la riduzione della proteina dietetica nei cani con malattia renale o ridotta funzionalità renale in ordine Per conseguire effetti renoprotettivi “. La terapia veterinaria di Kyrk XIII, la pratica sulle piccole animali, pagina 861, scritta da Finco, Brown, Barsanti e Bartges Viene però raccomandato che se i livelli di urea nel sangue (BUN) sono molto elevati, bisogna iniziare una moderata restrizione proteica ma valutando in base a terapia, causa della patologia, stato fisiologico del cane, etc. Invece viene sempre più messo il punto sul contenuto di fosforo nel sangue, che deve essere controllato sia con carni e cibi che ne contengono meno (ma non può essere eliminato perchè è ESSENZIALE per la vita, si utilizza anche per il DNA), sia bilanciandone l’assuzione e l’utilizzo con il giusto apporto di calcio. ” I cani possono digerire grandi quantità di proteine, soprattutto di origine animale” dice il prof. Prof. Dominique Grandjean DVM, Ph.D., at the Fourth Annual International Sled Dog Veterinary Medical Association Symposium (page 53 of 1997 PROCEEDINGS). La ricerca corrente spiega che i cani hanno una necessità evolutiva di avere fonti di proteine animali (i canini, e alcune caratteristiche del sistema digerente e alcune caratteristiche metaboliche). La carne e i tessuti degli organi sono ricchi di quegli amminoacidi (detti essenziali) che costituiscono le proteine, che a loro volta sono i mattoni di qualsiasi organismo vivente, dalla singola cellula batterica all’animale più grande.
Ma quindi troppe proteine fanno male? Purtroppo ad oggi ancora (in campo scientifico, non nei blog, forum, gruppi e nei negozi di mangimi) , non c’è un accordo generale, soprattutto perchè ancora non si è capito cosa si intende per troppo. Troppa carne? Troppe frattaglie? Troppe proteine lavorate o troppe proteine anche se molto biodisponibili? Troppo fosforo? La ricerca ha dimostrato che i cani digeriscono grandi quantità di proteine, anche più del 30% sulla base del peso secco. I cani selvatici , e i canidi in generale, lo fanno giornamente e non hanno problemi renali, o si sarebbero estinti. E nel cane anziano? Tutti dicono che nel cane anziano le proteine animali possono danneggiare i reni! La ricerca ha dimostrato che nei cani a presiscindere l’età che hanno una BUN superiore a 75, una restrizione proteica (MODERATA sottolineo) può essere utile ma non è dimostrato e mai è stato dimostrato che una restrizione proteica di qualsiasi tipo in un cane sano previene i danni renali, come non è mai stato dimostrato che una dieta con proteine altamente digeribiliti e di qualità, non lavorate, abbia viceversa causato danni renali. Per il cane anziano,infine c’è addirittura qualche dato nella ricerca che indica che avrebbe bisogno di maggiori quantità di proteine altamente digeribili e di origine animale. Infine in un lavoro del 2003, si è analizzata la massa magra muscolare , lo scheletro e la composizione proteica delle diete, di cani femmina meticce tra i 2 e i 3 anni, a cui erano stati dati vari tipi di diete per 10 settimane. Le diete comprendevano due sorgenti proteiche , glutine di mais e pollo, ed erano suddivise , come % di proteine, in una da 12 % e una da 28 %. Inoltre a loro volta questa due diete erano suddivise per l’apporto proteico di una delle due fonti proteiche (100:0, 67:33, 67:0, 100 %). Le proporzioni tra proteine: grassi: carboidrati erano rispettivamente 12:40:48%nella dieta al 12 % di proteine e 28:40:32 % nella dieta con il 28 % di proteine. Si è vista una correlazione significativa tra l’incremento di glutine di mais (povero in amminoacidi essenziali) e un incremento della perdita di massa magra. Inoltre i cani che hanno consumato una dieta al 12% di proteine (qualsiasi sia la fonte) hanno avuto un aumento significativo della massa gassa- Questi dati dimostrano da un lato, che se vi è una carenza di amminoacidi essenziali si ha una perdita della massa del muscolo scheletrico e se si da una alimentazione povera di proteine si ottiene un aumento del tessuto adiposo.
Infine chiudo con un estratto dal 37° congresso Scivac sul paziente anziano del 1998 (sottolineo la data): il dott. David Morgan ( veterinario laureato alla Università di Cambridge che lavora per la IAMS), durante il suo intervento, sottolinea che non vi sia alcuna correlazione tra proteine nella dieta e danni al parenchima renale. E che questo si sapeva sin dal 1979, ma anche negli studi successivi non si hanno evidenze. Pertanto sconsiglia di ridurre le proteine per prevenire le nefropatia o lesioni renali.
Le domande sono tante, le risposte poche e confuse, ma poniamoci l’ultima domanda: perchè ancora nessuna Università o pochissimi ricercatori hanno fatto ricerca per capire se effettivamente una dieta con cibo fresco ben bilanciata può aiutare e in senso generale, valutarne i benefici anche sui cani sani? Ops, no ce n’è un’altra: se davvero il cibo lavorato è il migliore, cura, previene, etc etc perchè non è stata fatta una ricerca parallela in umano e anzi per la nostra alimentazione da anni ormai si spinge a mangiare meno cibo lavorato possibile?

Bibliografia
http://www.petmd.com/dog/nutrition/evr_dg_focusing_on_protein_in_the_diet
Proteinuria in dogs and cats– Leyenda Harley and Cathy Langston -Can Vet J. 2012 Jun; 53(6): 631–638.
Effect of dietary protein on lean body wasting in dogs:correlation between loss of lean mass and markers ofproteasome-dependent proteolysis By J. J. Wakshlag1, S. C. Barr1, G. A. Ordway2, F. A. Kallfelz1, C. E. Flaherty1, B. W. Christensen1, L. A. Shepard, D. V. Nydam3 and G. M. Davenport -J. Anim. Physiol. a. Anim. Nutr. 87 (2003), 408–420
• La terapia veterinaria di Kyrk XIII, la pratica sulle piccole animali, pagina 861, scritta da Finco, Brown, Barsanti e Bartges
• Canine and Feline Nutrition, by Case, Carey and Hirakawa.
• Proceedings at at the Fourth Annual International Sled Dog Veterinary Medical Association Symposium (page 53 of 1997 ). Prof. Dominique Grandjean DVM, Ph.D.
• Atti del 37° Congresso Scivac , Il paziente anziano, Perugia 23-25 ottobre 1998

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