Il lupo e il cane: stesse esigenze nutritive?

lupo/cane

Il lupo e il cane mantengono molte caratteristiche sia fisiologiche che fisiche in comune e ormai sono moltissimi gli articoli e le ricerche in tal senso.

Una delle differenze più sostanziali dal punto di vista metabolico è la aumentata capacità di utilizzare l’amido del cibo, grazie ad una maggiore produzione di Amilasi (l’enzima che digerisce l’amido) da parte del pancreas.

Ve ne sono anche altre, ma ultimamente ci si è chiesto se con queste modifiche e una vita completamente diversa, il cane abbia necessità alimentari diverse dal lupo.

Quando una azienda decide di produrre cibo per animali, il prodotto deve rientrare all’interno di alcuni range di valori di nutrienti che sono decisi dalla FEDIAF e dalla AAFCO.

Ma come sono stati creati questi range (minimo e massimo consentito)?

All’inizio della produzione di mangimi per animali da compagnia, cani e gatti sono stati utilizzati come cavie per capire, in condizioni standardizzate (ovvero con esperimenti in laboratori), quali caratteristiche dovevano avere per tenerli in salute.

Il problema è che il cane di casa non vive in una gabbia dove non può muoversi ne interagire e non vive sotto stress continuo. Sappiamo che anche nell’uomo lo stile di vita modifica anche di molto le necessità nutritive, quindi non è difficile pensare che un lupo in Natura, un cane che vive in una gabbia e un cane che invece vive una vita normale tra casa e passeggiate, abbiano esigenze nutrizionali completamente differenti.

Il primo concetto da tenere ben presente nel corso della lettura è che: tutti gli esseri viventi sulla Terra si sono evoluti, ognuno con le sue specificità alimentari, in un ambiente che NON da MAI ogni giorno tutto il cibo e i nutrimenti necessari.

A parte qualche nutriente essenziale che ogni specie e ogni individuo deve cercare di mangiare spesso, tutto il resto è raro e comunque non trovabile ad ogni pasto. Per questo il corpo di ogni individuo è costruito per conservare, riciclare, etc. Solo con la nascita dei cibi preconfezionati si è entrati nel concetto che OGNI GIORNO il cane deve mangiare tutto quello che può servire e lo stesso sta succedendo anche alla nostra alimentazione.

Il cane e il lupo scelgono alimenti con quantità di nutrienti simili?

In alcuni studi sono state confrontate le % di nutrienti del lupo e del cibo secco:

La prima differenza è che un cane che mangia commerciale si alimenta con una percentuale molto alta di carboidrati, rispetto il lupo che mangia più proteine e grassi.

Questo perché la muscolatura del lupo (e del cane) utilizza gli acidi grassi e se mancano le proteine per creare energia  utilizza poco o niente i carboidrati. Sempre nell’ottica dell’efficienza di caccia, seppure può mangiare una mela con gusto.. per essere attivo e pronto a cacciare, ha bisogno di proteine e grassi.

Nella dieta commerciale del cane la proteina è stata sostituita con i carboidrati per un mero problema economico: costano meno.

Presso il WALTHAM Centre for Pet Nutrition in UK, è stato condotto uno studio per capire se i cani, lasciati liberi di scegliere, sono ancora in grado di assumere i macronutrienti(proteine, grassi, carboidrati) in modo bilanciato. Lo studio nasce dal fatto che spesso non si studia il modo di alimentarsi dei carnivori da questo punto di vista , in quanto hanno prede abbastanza omogenee dal punto di vista nutrizionale.

I cani coinvolti nel progetto hanno scelto una dieta (commerciale secco) che conteneva un contenuto energetico di proteine: grassi: carboidrati uguale a 30%: 63%: 7%, con valori che erano simili tra le varie razze studiate. Gli autori ipotizzano che questi valori possano essere considerati come dei target dietetici da utilizzare per formulare diete specifiche. Anche in altri studi i cani tendono in generale a scegliere diete simili, confermando quanto ipotizzato.

Ma come mai i cani scelgono una dieta così ricca di grassi?

Secondo i ricercatori, quando il cibo contiene molti carboidrati, il cane tende a massimizzare l’assunzione di grassi per bilanciare l’assunzione di energia metabolizzabile. Infatti quando ai cani si da cibo umido, in cui le proporzioni sono differenti, il valore dei grassi tende a bilanciarsi con quello delle proteine.

Inoltre la scelta dei grassi dipende da un apprendimento, in quanto le diete commerciali che contengono di solito più grassi che proteine, utilizzati anche come appetizzanti, hanno abituato i cani a questa maggiore assunzione.

Ma il fabbisogno di nutrienti del lupo è simile a quello del cane?

Il fabbisogno energetico viene calcolato senza tenere conto spesso della tipologia di alimentazione. Spesso il nutrizionista che fa dieta con cibo fresco viene contestato per un contenuto energetico “povero” delle diete.

In realtà si è visto che un cane che mangia casalingo, in generale ha bisogno di circa la metà di calorie rispetto un cane che mangia commerciale, specialmente se mangia cibo secco. Questo perché una parte del calcolo del fabbisogno energetico di mantenimento si fa considerando la digeribilità e l’assimilazione del cibo. Il cibo fresco è sicuramente più digeribile e più assimilabile e quindi il cane tende ad utilizzarne meno per ottenere ciò che serve.

Inoltre le diete con cibo fresco sono spesso con un contenuto maggiore di proteine e grassi, piuttosto che di carboidrati e questo fa si che vi sia energia maggiormente disponibile.

Nel 2015, presso l’Università di Wageningen in Olanda(2), un gruppo di ricercatori ha confrontato l’alimentazione del cane e del lupo per avere informazioni che aiutassero a migliorare la produzione di cibi per cani. I ricercatori hanno scoperto che il profilo nutrizionale della dieta naturale del lupo differisce per diversi aspetti dalle linee guida nutrizionali e dalle caratteristiche nutritive degli alimenti commerciali.

In particolare si è visto:

  • – le proteine grezze, il Ca, lo Zn, Fe e MG nella dieta media del lupo sono al di sopra del fabbisogno minimo stabilito per questi nutrienti.
  • – il fabbisogno di Ca dietetico per la crescita e il Cu per la crescita e il mantenimento sono superiori per il cane che nella dieta del lupo. Il contenuto medio di Calcio nella dieta del lupo selvatico è inferiore a quanto si trova negli alimenti commerciali per cani.
  • il contenuto dietetico di Na e Mg nel lupo è inferiore della media di alimenti commerciali per cani.
  • – il fabbisogno energetico medio giornaliero di nutrienti è comunque superiore nel lupo piuttosto che nel cane sedentario.

Secondo questi ricercatori le caratteristiche nutritive degli alimenti commerciali possono differire per diversi aspetti dal profilo nutritivo alimentare naturale del lupo e questo può porre sfide fisiologiche e metaboliche che i cani devono affrontare.

Ad esempio una buona parte del cibo commerciale è costituito da carboidrati che a loro volta sono spesso amidi di chicchi di cereali. Seppure la cottura e la lavorazione possano dare una apparente digeribilità con valori anche superiori al 99%, in realtà vi sono varie implicazioni che esulano dalla semplice digeribilità.

I lupi assumono carboidrati soprattutto sotto forma di glicogeno, ovvero quando mangiano il fegato di una preda di grosse dimensioni. Non è conosciuto l’indice glicemico del glicogeno, ma è improbabile comunque che i lupi siano esposti quotidianamente come i cani ad un carico glicemico elevato. Anche se è stato dimostrato che il cane ha una capacità maggiore di elaborare gli amidi rispetto il lupo, l’impatto di una quantità elevata e costante di glucosio sulla salute e longevità andrebbe determinato.

Acidi grassi nelle diete

Se andiamo a guardare l’origine dei grassi nella dieta del lupo e del cane, essa è molto diversa e questo coincide con diverso contenuto di acidi grassi. Di solito negli alimenti commerciali abbiamo grassi di origine vegetale (olio di semi di soia, girasole, mais, etc) o di origine animale (grasso di pollo, di maiale, sego, ciccioli, strutto, olio di pesce). Gli olii vegetali hanno un maggiore contenuto di Omega 6 piuttosto che di Omega 3, e anche quegli olii che contengono una buona quantità di Omega 3 (olio di lino ad esempio), contengono acido Linolenico, mentre quelli di origine animale sono ricchi in EPA e DHA. Il contenuto di EPA e DHA però è alto in olio di pesce, salmone, krill, alghe, mentre se si analizzano i grassi animali (grasso di pollame, sego, strutto, ciccioli, etc) gli Omega presenti e la loro proporzione dipende da come sono alimentati gli animali. Ad esempio nei bovini e polli allevati Omega6:Omega 3 hanno un rapporto che varia tra 6:1 o 19:1, mentre negli animali selvatici come il cervo il rapporto va da 2:1 a 3:1. In realtà anche nel caso di olio di pesce, se deriva da pesci allevati in cattività il rapporto è molto diverso da quelli selvatici: allevati 1:6 e selvatici 1:11. Pertanto in generale i lipidi utilizzati negli alimenti commerciali hanno un rapporto Omega6:Omega 3 molto diverso da quello che un lupo trova nelle sue prede. Considerando il coinvolgimento di EPA e DHA in numerosi processi fisiologici, tra cui la mediazione delle risposte infiammatorie e immunitarie, funzionamento e salute di reni e fegato, salute cardiovascolare e sviluppo neurologico, i profili degli acidi grassi degli alimenti per cani merita di essere valutato.

L’effetto di diverse sostanze sul microbiota

Un aspetto interessante è dato dalle parti non digerite della preda, che in realtà forniscono un substrato per il microbiota intestinale: i tessuti di qualità inferiore come pelle e ossa forniscono sostanze poco digeribili o indigeribili come cartilagine, collagene, glicosaminoglicani che hanno una capacità di fermentare completamente diversa dalle fibre vegetali e dalle proteine non digerite dei cibi commerciali.

Poiché il microbiota è coinvolto nella funzione immunitaria, nel comportamento, l’effetto di differenti sostanze su di esso va indagato.

Inoltre spesso le fibre derivanti da cereali sono la maggior parte delle fibre presenti nel cibo commerciale e non sempre vi è una attenzione nella proporzione tra fibre solubili e insolubili, fermentabili e non fermentabili.

In alcuni studi recenti infatti (3), si è visto che una dieta casalinga con un buon apporto di verdura e frutta e alimenti freschi, promuove una ricchezza di ceppi batterici del microbiota e in generale una maggiore salute del tratto gastrointestinale.

BIBLIOGRAFIA

1. A.K. Hewson-Hughes et al. Behavioral Ecology( 2013) Jan-Feb; 24(1): 293–304.

2. Bosch et al . British Journal of Nutrition (2015), 113, S40–S54

3. Sandri et al. BMC Veterinary Research (2017) 13:65

Il contenuto di questo articolo non può essere copiato, divulgato, modificato o reso accessibile a terzi senza previa autorizzazione firmata da parte di Annalisa Barera, autrice.

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